Campionati di pesca sportiva internazionale a Marina di Carrara: il rammarico del Gruppo Misericordia Domini

 

 

Il gruppo Misericordia Domini di Carrara, dell’Associazione Cattolici Vegetariani propone una riflessione: «Un’attività che educa alla violenza e danneggia l’ecosistema marino. Già trovati numerosi pesciolini morti sul litorale durante i preparativi»

 

Il palcoscenico dei campionati di pesca sportiva a Carrara si tinge di polemica. Il Gruppo Misericordia Domini dell’Associazione Cattolici Vegetariani di Carrara ha espresso profondo rammarico e ferma contrarietà per lo svolgimento della manifestazione. Secondo gli esponenti dell’associazione, eventi di questo tipo promuovono una visione distorta del rapporto tra l’essere umano e la natura, trasformando la sofferenza di creature viventi in una forma di intrattenimento o competizione.

La critica si muove innanzitutto su un piano pedagogico ed etico. La pesca sportiva, sostengono i membri del gruppo, educa alla violenza e sfavorisce l’empatia, specialmente nei confronti delle specie marine, spesso percepite erroneamente come distanti o prive di sensibilità. Abituarsi a considerare un animale come un mero oggetto da catturare per punteggio mina la capacità umana di immedesimarsi nel dolore altrui.

Numerosi studi scientifici supportano questa visione nel campo della psicologia evolutiva e della sociologia. Ricerche nell’ambito del legame tra uomo e animale (noto come Human-Animal Bond) dimostrano che l’esposizione attiva a pratiche in cui si infligge dolore agli animali, anche se legalizzate, riduce l’empatia nei più giovani. Al contrario, lo sviluppo di una sensibilità ecologica e compassionevole verso ogni essere vivente è correlato a livelli più alti di comportamento prosociale e responsabilità civile nell’età adulta.

 

Il fatto che persone da tutto il mondo giungano sul nostro piccolo litorale mette in allarme anche la tutela dell’ecosistema marino.

 

L’associazione ci tiene a smontare il mito del “Catch and Release” (cattura e rilascio), spesso utilizzato per presentare la pesca sportiva come un’attività cruelty-free. Anche se i pesci vengono rilasciati in mare, subiscono gravi sofferenze e un’elevata mortalità post-rilascio. Gli ami causano profonde lesioni alla bocca, alla faringe e agli organi interni, mentre il trauma del recupero provoca uno stress fisiologico devastante dovuto all’accumulo di acido lattico. Inoltre, la manipolazione rimuove lo strato di muco protettivo del pesce, esponendolo a infezioni letali.

Le conseguenze pratiche di questa sofferenza sono purtroppo già visibili sulle spiagge locali. Nei giorni di preparazione alla gara, diversi bagnanti e frequentatori del litorale hanno segnalato il ritrovamento di numerosi pesciolini morti a riva, chiaro segno dell’impatto distruttivo delle sessioni di prova.

Purtroppo inoltre sulla spiaggia sono stati ritrovati anche residui di fili da pesca, che se finissero in mare potrebbero rappresentare un pericolo anche per le altre specie (pensiamo ad esempio cosa succederebbe se una tartaruga lo ingerisse).

Il Gruppo Misericordia Domini lancia quindi un appello alle autorità e alla cittadinanza affinché si rifletta sul messaggio che si vuole trasmettere. In un’epoca in cui la tutela del mare e la biodiversità sono priorità globali, promuovere la cattura ludica della fauna ittica appare come un passo indietro. La vera “misericordia” si esprime proteggendo i più deboli e i più indifesi, compresi gli abitanti dei nostri mari.

L’iniziativa inoltre si svolge a cavallo della festa di San Francesco, che ha molto da insegnare sul rapporto tra l’essere umano e le altre creature: speriamo si rifletta partendo dal suo esempio.